Gay & Fisiognomica
Ne ho letta un’altra molto divertente. Di intervista, voglio dire. Alla tipica modella della nazione accanto. Quella che in un ben noto spot televisivo prende il sole su una scialuppa di salvataggio in un’area protetta del sud della Sicilia, con un manzo locale vestito solo con un microcostume bianco. Una che non ha capito tutto della vita! Cercate di immaginare la scena: lui, bello come un ganzo di Riace, se ne sta appostato come una vedetta lombarda sul bordo del monoscafo, in cerca di pesci per il pranzo. Lei, rara bellezza marina, scostando lascivamente i capelli gli mostra tutto il suo make up e la sua perlea ostrica intercosciale. A quel punto lui le salta alla giugulare e le succhia il succhiabile, mentre lei giace lieta sul fondo della zattera come una fetta di Leerdhamer sulla pizza, gemendo come una vitella appena nata… Che idillio. Diciamolo, chi non ha sbavato vedendo quel gran bel pezzo dell’Ubaldo-tutto-nudo-tutto-caldo? Quanti avrebbero voluto legare intorno al collo di lei la corda con l’ancora e buttarla in mezzo alle cozze e ai molluschi per prendere il suo posto!? Ed è proprio partendo da questi presupposti che ho trovato ridicola la sua intervista!!
Infatti… Volevo dire che in quell’intervista, parlando proprio del povero pirla (tra l’altro gayssimo) che le hanno affiancato in quello spot, le domandano qual è il suo uomo ideale. “Mah, a me piacciono gli uomini semplici, di tutti i giorni, non quelli come LUI che si curano più dell’aspetto che dei sentimenti”. FALSA!!! Ipocrita Pinocchia!!! Guarda che si vede come te lo slinguazzi! Ma ci vuoi prendere per il culo? Certo è proprio meglio l’idraulico che quando si china per controllare i tubi del lavandino ti mostra il suo bel canal grande spuntare fuori dal jeans vecchio da lavoro, buttiamolo via invece quell’attaccapanni umano per vestiti di Versace e di Armani. Dagli anche un calcio nelle gengive con le scarpe a punta, già che ci sei… e poi rincara la dose dicendo “La prima cosa che guardo in un uomo sono le mani. Mi piacciono quelli con le mani grandi perché mi danno sicurezza”. Sei proprio una lurida. E che nessuno provi a difenderla questa volta perché è così! Perché succede anche a noi gay di essere sicuri con un uomo dalle mani grandi. Sicuri di essere soddisfatti a letto! Non date retta a quelli che dicono che guardano gli occhi perché sono espressivi e pieni di mistero, o di quelli che dicono di guardare i capelli, o il ginocchio, o il lobo destro dell’orecchio… balle… tutti guardano il culo e le mani. Perché se gli occhi sono lo specchio dell’anima, le mani sono lo specchio delle mutande. E non parlo del modello, ma di quello che c’è dentro. Il pene. Quella cosa che per molti è ancora un mistero e che per molti è ancora un mistero come lo si usa. L’unica cosa che talvolta, talvoltissima, può essere interessante in un uomo. Dopo il suo conto in banca. A volte.
Di peni ce ne sono di vari tipi (come già visto in precedenza), ma non possiamo sapere con quale in particolare possiamo dilettarci o meno. L’unica certezza è la lunghezza, perché dalle mani possiamo, a grandi linee, dettagliatamente misurare le forme dell’oggetto. Certo, non è una legge approvata come quella terribilmente idiota del divieto di fumo, però funziona nell’86% dei casi. Nel restante 14% è una grande sorpresa! Ma sento comunque in me il bisogno supremo di condividere col mondo questa fantastica informazione top secret, che andrò ora a spifferare. Dunque, prendete il righello, carta e penna e cominciamo. Allora, per determinare la lunghezza del palo dell’amore bisogna misurare il dito medio, dalla punta fino alla base della mano; per lo spessore alla base invece dobbiamo guardare la seconda falange del pollice, quella senza l’unghia. Se invece vogliamo sapere che tipo di pene più o meno sarà quello che vogliamo studiare, guarderemo la forma dell’indice: dritto, curvo verso l’alto, verso il basso, spesso al fondo e stretto in alto, stretto in basso e cicciotello sulla punta, contorsionista… tutte queste cose sono racchiuse nella mano di un uomo. E ci scommetto che tutti staranno guardando le mani a qualche uomo che passa per strada… quello che mi sta seduto di fronte per l’esattezza ha delle mani tutte strane. Il pollice è uguale all’indice, l’indice è come il pollice, ma a forma di clessidra, la lunghezza… aspetta, non ha il medio! Ossantocielo!! Vuol dire mica che l’hanno evirato!? Meglio non fissarlo… continuo a scrivere…
Come vi avevo detto però, non sempre queste misure sono attendibili. Parlo per esperienza. O forse per sfiga. Ignazio, il mio amico ex fidanzato, molto ex e poco fidanzato, aveva delle mani meravigliose. Ricordo ancora il nostro primissimo incontro come se fosse il giorno in cui mi sono chiuso i testicoli nella zip dei jeans: un dolore indimenticabile. Lui mi aveva colpito per il suo occhio tremulo e celestino/verdastro (il colore dell’acquetta delle pozzanghere stagnanti), per il suo fascino nascosto, per il suo look da Marilyn Manson alquanto agghiacciante, per la sua bella presenza da statua sfranta dal tempo e per le sue mani. Belle. Aggraziate. Lunghe. Grandi. Perfette, quasi. Durante le prime settimane di fidanzamento ho passato le ore a calcolare anche i più piccoli dettagli di quelle mani, felice e contento di avere un bel fidanzato di fianco. La mia amichissima Amilcara mi continuava petulante a pigolare: “Beato te che hai un fidanzato così bellino. Il mio pare nu porpu!” (ndr. “Rassomiglia ad un polpo”). Ma dai, ha un suo fascino anche lui… da qualche parte… sono sicuro che è bello dentro! “NO! Lui neanche dentro è bello! Pensa che la prima volta che l’abbiamo fatto mi sono dovuta concentrare per avere un po’ di piacere!! Buon per te che almeno lo hai trovato pen dotato…”.
Grazie, grazie. Momento di esaltazione personale. Cori angelici cantano nell’aere.
Dopo ben tre settimane di baci e abbracci, finalmente io e Ignazio giungiamo al culmine della tensione, allo spannung… in viaggio per una baita di montagna, io e lui, soli… che bella cosa… dalla macchina in miniatura alla baita di montagna. Di certo non si giocherà a briscola! Infatti… nel letto, al buio, io e lui, lui ed io… bacini, bacetti, tolgo la maglia, toglie la maglia, le mani scivolano giù sotto la cintola… io intanto penso “Dove sarà sto Everest? Dov’è il mio cactus messicano!?”. Ravano e rimesto… lo trovo al solito posto. Lì. Immobile. Penso “Oh povero piccolo, non si muove… meglio fare la rianimazione.”. Allora parto col massaggio cardiaco. Lui è felice. Io continuo. Dieci minuti. Lui ansima. Io continuo. Quindici minuti. Continuo. Continuo. Massaggio. Spremo. Pigio. Cazzo ma non cresce?
…………… No…………
Panico…… Scusa fammi rivedere le mani? Passami anche la squadretta, per favore… 23 cm… fammi ricontrollare laggiù? 9 cm… ahhhhhh… e son grandi soddisfazioni… e io cosa dovrei farci? Volevo farti giocare a biliardo con le mie tonsille, mi sa che dobbiamo fare una partitina a shangai. Va bene. Prendo atto.
Rassegnazione. Pessimismo e fastidio.
Ci riprovo con un altro. Lele. Un dj simpatico, con la faccia allungata, il sorriso da Jack Nicolson in Shining e le mani medio/normali. Vabbene, mi farò andar giù la normalità. Almeno non resto deluso stavolta. Ci conosciamo in discoteca, dove sbattevo le natiche a tempo di “I Will Survive”. Lui mi nota, io lo noto un po’ meno, poi ci imbattiamo per sbaglio l’uno nell’altra ad una festa sulla spiaggia e lì, con i piedi sopra gli scogli crivellati di ricci, sboccia l’amore. Che momento romantico. Riparto con le misurazioni. Tutto nella norma. Quasi banale. Scontato. Anche lì, baci e abbracci, fantasia zero e passione meno cinque. Andrà meglio più avanti, spero… Infatti… Una sera bevo un po’ di più, soprattutto lo faccio bere un po’ almeno gli si spegne il cervello e attiva le funzioni base (ruttare, mangiare e fare sesso). Quindi ci chiudiamo in camera da letto e lo abbraccio. Lui è contento. Io un po’ meno. Mi sento un dolore lancinante alla bocca dello stomaco. Sarà mica l’ultima vodka che mi è andata di traverso? No, non credo… dev’essere qualcos’altro… allora lo abbraccio di nuovo, ma non riesco ad avvicinarmi. Ma come? Fino a ieri ci riuscivo. Non è che mi sono accorciato nella notte? Aspetta, fammi ripassare… ho male allo stomaco e ti abbraccio. Ti abbraccio e mi sento un peso sullo stomaco. Fammi dare un’occhiata?! Oops… è il tuo paletto. Che però non è un paletto. È una trave! Un cero di Gubbio! Ma non dovevi essere nella norma? Questo non è nella norma! Con questo puoi tentare di togliere la polvere da sopra l’armadio. Puoi ripetere lo sbarco in Normandia! Se me lo presti lo metto all’ingresso come attaccapanni, che mi si è rotto quello di plastica della Lidl. E ora? Se lo usi mi disfo. Finisco come il pollo nel girarrosto. Uno spiedo umano! E dovrei anche usare la bocca? Ma mi hai preso per il forno di Gino, il pizzaiolo sopraffino? No tesoro, fatti una bella partita a tressette co’ li mortacci tua!
Sorpresa. Imprevedibile ed esagerata.
Che poi mi vien da ridere quando ti dicono che le misure non contano. Voglio proprio vedere! Se ti ritrovi Rocco Siffredi davanti ti sfido a dire di nuovo che le misure non contano. Un uomo così ha un’attrezzatura ludica di prima scelta, certo. Ma più che fare un Ohhh di stupore non puoi osare più di tanto. Al massimo lo fai sdraiare per terra e balli la tarantella o la lap dance attorno al pilastro. E se invece ti ritrovi qualcuno stile Ignazio al massimo ti sfili la lattuga dai denti come con gli stuzzicadenti. Devi fare piano sennò glielo porti via. Son problemi! Diciamolo, qui, adesso: LE MISURE CONTANO!!! Come diceva una vecchina che abitava di fianco a me, il troppo stroppia. Saggezza popolare. Troppo è realmente troppo, a meno che non si voglia provare l’ebbrezza di sentirsi a pezzi. Letteralmente. Il poco e troppo poco. Anche se lo sanno usare bene. Voglio dire, un minimo di soddisfazione tattile la vogliamo avere? La misura media è la migliore. Anche un filino di più non guasta, ma poi fermati lì. O le tonsille me le strappi via, dolce amore cazzulato della mia alcova.
Le trame dei film horror
Sarà che sono gay, quindi con l’animo gentile da damina dell’ottocento.. Sarà che per natura ho una propensione naturale a preferire i film mielosi e col lieto fine.. Ma a me piacciono i film horror.. Quelli dove non c’è un fotogramma senza sangue, arti mozzati e amenità varie.. Eppure mi cago sotto di brutto quando li vedo! Sto davanti alla tv con le mani sugli occhi e un piccolo spiraglio aperto tra le dita per guardare di nascosto! Ogni volta poi mi spavento al punto da girare per casa con tutte le luci accese e la porta blindata o con le finestre sbarrate per evitare che qualcuno entri di nascosto.. Pur abitando al terzo piano..
Ma c’è una cosa di questi film che davvero non ha logica: la trama. Ogni film che sia degno di questo nome ha in generale una storia, con dei colpi di scena e delle conseguenze più o meno logiche che portano avanti la vicenda.. Nei film horror no. La gente diventa come per incanto rincoglionita, gli eventi si susseguono senza un ordine preciso, le mucche volano e i pinguini fumano l’erba. E poi sangue, sangue e sangue sgorga dappertutto, nemmeno in una macelleria ce n’è così tanto..
Ditemi voi se ho torto..
In genere abbiamo una coppia di strafighi coi capelli di gommapane, lei con le tette che pesano come due tacchini ripieni e lui con gli addominali che sono dei cubetti di ciottolato (ovvero la pavimentazione delle stradine dei borghi medievali)… Decidono di farsi una vacanza con due amici tamugni di colore in un luogo fantastico: una baita in mezzo alla foresta del Quebeq, senza elettricità e popolata solo da satanisti. Dopo circa venti minuti che sono lì, l’amica nera viene sfregiata da un orco nel bagno di casa, l’amico nero invece non torna più dalla cantina dove era andato per prendere il tavernello. Fuori casa c’è un cimitero di auto e corpi di turisti precedentemente passati di lì, il sengale del cellulare è sparito da ore, attorno alla casa ronza un uomo con la faccia che sembra una pizza ai quattro formaggi e l’allegra coppietta, che comincia a sospettare qualcosa, cosa fa?
Cosa fa, direte voi?
Chiava. Davanti al frigorifero, con la finestra aperta e il maniaco pluriomicida che si fa un filmino per i momenti di carestia.
Poi di notte, perchè farlo di giorno sarebbe troppo banale, lui esce per raccogliere legna. Lei rimasta sola in casa, comincia a cucinare i resti dell’amica. CRASH. “Leopoldo, sei tu?” – Anf, anf, anf - “Amore, non c’è la luce… sei tu?” – Anf, anf, anf… quindi cosa fa? Lei vaga per la casa, armata di un panetto di burro, in cerca del presunto fidanzato ansimante… al buio… di notte… quando riecco apparire in salotto l’amico scuoiato e appeso ai muri come un festone di compleanno… lei grida, lui rientra senza un braccio e dice “Amore, credo ci sia qualcuno che ci stia minacciando!”… Credi!? Dici? Ma sei proprio un piccolo genio!!… “Eh si, sai… uno mi ha inseguito per tutto il bosco con un trapano elettrico”… Ah… E la spina dove cazzo l’ha attaccata!?!?
Poi… non dimentichiamoci che alla fine l’assassino muore sempre 5 o 6 volte. Cioè, l’eroe spara in testa al cattivo, si gira per baciare la pulzella che si accorge però che il cadavere è sparito!… Ohibò… l’avrò mica mancato? Nono, è solo ancora vivo perchè il cranio era vuoto!… allora lo accetta in pieno petto, ma scopriamo dopo che l’assassino ha lo sterno di acciaio inox 18/10 con fondo fuso alto un centimetro… lo tritano nello schiacciapatate, lo impanano e lo friggono, lo disossano come il prosciutto e quello proprio all’ultimo… risorge ancora!! E cominciano le famose trilogie…
E non solo… nei film horror, chi corre si rompe qualche osso e poi muore. Se vedi un uomo che getta un cadavere in un pozzo, vai ad accertarti che sia proprio un maniaco omicida che si sbarazza del corpo di tua sorella. Quando senti un rumore di motosega in casa, vai a cercare il rumore senza l’uso del telefono e/o della luce. Sappiamo che in cantina risiede Satana o suo figlio. Di notte si svolgono le più comuni attività diurne (fare il bucato, andare a fare la spesa, pelar le patate…)
Ma io mi chiedo? Ma nessuno chiama aiuto!? E la polizia? Il commissario Rex? Montalbano?! “Eh no, perchè sennò non mi crederebbero e sospetterebbero di me”… MA MYNKJA! Ma ci sono i CSI, i Ris di Parma!… No. Loro no. Perderebbero tempo a fare domande alle mosche, ad inventarsi prove inesistenti e a fare ricostruzioni fantascientifiche a Porta a Porta…
E poi… Giusto per fare un’esempio. SAW… ne hanno fatto 5 film! Addirittura il tizio è morto, ma continua ad uccidere… così… per giuoco… nei modi più impensabili, tipo con una gabbia esplosiva posta sul cranio e la chiave per aprirla nello stomaco del doberman o con una bomba nucleare nel femore e una sega elettrica collegata al cervello via USB… Ma io mi chiedo… MA UNA CAZZO DI PISTOLA NO??!!
Cos’è l’amore?
Per me l’amore è qualcosa che si nasconde dietro piccole cose.. Cose banali a volte, ma che racchiudono dentro tutto il mistero di questo strano e fantastico sentimento..
L’amore è guardare l’altro ed emozionarsi per tutte le faccine buffe che fa, commuoversi a volte per la sua tenerezza e ridere per la sua ingenuità. Amare vuol dire anche cucinargli con il massimo impegno qualcosa che non ha mai mangiato, o lasciargli le patate al forno più croccanti. Amare può anche essere dargli il cuscino soffice e dormire con quello brutto perchè sennò dorme male. L’amore è quando giochi con la sua ciccia e non gli fai pesare che non è perfetto, quando non noti i suoi difetti perchè per te è l’uomo più bello del mondo. Amare vuol dire tornare sui propri passi dopo una litigata e accettare anche i suoi discorsi sconnessi pur di ricominciare ancora una volta a vivere l’amore e non il risentimento. Amare significa sopportare il suo alito pesante quando lo baci perchè non sta bene. L’amore è un sorriso quando non se lo aspetta, un abbraccio la mattina per scaldarsi tra le sue braccia, un bacio appassionato quando è tardissimo, è aspettarlo sveglio la notte, accettare anche i suoi momenti no e sopportare il fatto che sarà sempre troppo appiccicoso. L’amore è fatto di piccoli gesti di cui non ti accorgi finchè non ti vengono negati.
Lui fa tutto questo solo per me.
Lui mi ama..
Giornata tipo di un Desperate Housegay…
(In risposta al post di ItalianPsycho)
Sveglia ore 8.00… pipì velocissima prima che MyHombre entri in bagno (perchè ci sta 47 minuti contati e io scoppio prima)… preparo il tea del mattino sbattendo ripetutamente su tutti gli stipiti che incontro, metto su il caffè per MyHombre che è ancora in bagno…
Ore 9.30… MyHombre esce di casa e dopo avergli augurato buona giornata faccio la prima cacchina mattutina (perchè il bagno è finalemente libero)
Ore 9.32… Egli citofona insistentemente perchè ha dimenticato le chiavi di casa e mi interrompe la liberatoria defecazione quotidiana
Ore 10… Fumo la mia sigaretta del mattino guardando una puntata dei tre telefilm che adoro (Lost, Heroes e Desperate Housewives)… nel mentre, recupero parzialmente le funzioni cerebrali e motorie.
Ore 10.50… controllo dei siti necessari alla mia sopravvivenza (Facebook, Britney Spears e Blogs)… niente di nuovo… mai niente di nuovo!
Ore 11.30… rifaccio i letti, sistemo il bucato e mi appresto a capire cosa fare da mangiare… Vengo dunque accompagnato nella preparazione del pranzo dalla Prova del Cuoco, con la stronzetta di 23 anni che fa cagare e noi tutti rivogliamo la Clerici, unico motivo per seguire quel programma…
Ore 13.00… Pranzo al telefono con Girgio per commentare il tg e i cartoni animati su Italia 1…
Ore 15.00… E’ il momento della spesa!… Quindi, salto disperato all’ipercoop a prendere i generi di prima necessità (salumi misti, crema idratante con enzima antietà e vitamina Q10, carne trita, martini e olive)
Ore 16.30/17.00 (dipende dalla coda in cassa)… Rientro al Castello, sistemo i surgelati in ordine alfabetico, sistemo i prodotti nel frigo dividendo i tipi di alimenti a seconda dello scaffale, sistemo i barattoli in ordine cronologico e di altezza nella dispensa… poi mi dedico all’aspirapolvere, al mocio e alle spugnette e pulisco cucina, bagno, camere e corridoio… se mi avanza tempo spolvero anche con lo swiffer che la polvere non la sposta, ma la cattura!
Ore 19.00… Cominciano i preparativi per la cena. Che cucino!? Booh… vabbè mi invento qualcosa… anzi ripensiamo alla prova del cuoco… si, ma non ho il porro delle ande… e nemmeno il giacciuccolo del bangladesh… vabbè, faccio il minestrone… Preparo anche la tavola e comincio a guardare La Ruota della Fortuna, quella nuova con i concorrenti ebeti che non sanno nemmeno l’italiano, lo conosce molto meglio la tettona che fa finta di girare le caselle..
Ore 20.30… il rientro di MyHombre… Uno si aspetta la passione… un po’ come Ulisse quando torna dopo dieci anni dalla moglie che la prende, la bacia con veemenza e la stende lì, sul cestino della frutta… E invece è più che altro il ritorno dei morti viventi… un po’ di bava che cola, si trascina mugugnando per casa, divora senza neanche notare la mia novelle cusine (ma si scrive così) e alle ore 21.30 si abbiocca inesorabilmente davanti ad Amici…
Ore 21.32… Sparecchio, lavo i piatti, mi metto la camicia da notte e mi scolo una bottiglia di Martini con Olive con su la maschera di bellezza antietà mentre insulto dal primo all’ultimo gli Amici di Maria…Ripetere ad oltranza fino ad esaurimento nervoso…
Renato Pozzetto vada a cagare insieme allo Stato… TAC
Allora.. Parliamone..
In che anno siamo? Il 2009, giusto? Quindi abbiamo superato sia il medioevo che il fascismo da un pezzo, giusto?! L’Italia è un paese libero teoricamente, non è vero?! E allora perchè cazzo mi devono fare la campagna pubblicitaria che mi obbliga a smettere di fumare??!!!
Voglio dire, un pò di anni fa hanno decorato i pacchetti di sigarette con pittoreschi messaggi di morte che ti auguravano impotenza, morte, aborti spontanei, omosessualità improvvisa.. E vabbè, uno ci passa pure sopra.. Tanto siamo fumatori, non ci fermiamo al primo ostacolo..
Poi vietano il fumo ovunque. Ma non subito, con elegante disinvoltura.. Sui treni ricordo che c’era la zona fumatori all’inizio: un vagone in fondo al treno dove si ranicchiavano tutti i passeggeri.. E dopo ci hanno tolto anche quello costeingendoci a rinchiuderci nei bagni a fumare come al liceo.. E mi hanno fatto ridere quando molto candidamente hanno spiegato che i locali potevano dedicare uno spazio ai fumatori.. Signor Ministro de li Mortacci Sua?! Ma lo sa che i locali non possono tutti permettersi di creare delle stanze apposta per i fumatori? Lei lo sa dove sono gli spazi a noi riservati? Glielo dico io: all’esterno!! Al freddo e al gelo! Tra i pinguini che ti prendono a sberle e i criceti che ti surgelano con una scorreggia!
E non contenti aumentano anche il prezzo delle sigarette piano piano fino a quasi raddoppiarlo..
E che cacchio, passo al tabacco che almeno dura di più..
Ma in agguato c’è la nuova minaccia. Renato Pozzetto! Egli, armato di faccia da culo e una bambina tanto bella quanto odiosa, ci piomba all’improvviso in Tv con una campagna antifumo fascista. Ma non facevi il comico mancato?! E allora perchè non continui anzichè romperci i cosiddetti? E ho detto cosiddetti perchè sono elegante e non dico coglioni..
Per chi non l’avesse mai vista, la famosa pubblicità vede protagonista Renato che ci elenca una ad una le sciagure che un pacchetto di sigarette può nascondere, lanciandosi alle spalle le preziose e costosissime sigarette..
“Cancro ai polmoni.. TAC” e lancia una sigaretta.
“Infarto.. TAC” e ne lancia un’altra.
“Una cosa che non posso dire [detto con tono malizioso per indicare l'impotenza, cosa di cui ovviamente si vergogna perchè ne soffrirà probabilmente anche lui]“
Ma la parte migliore è la bambina di The Ring che gli domanda: “E per il fumo passivo?!”… Bimba mia, tu non sei normale. Hai appena finito l’asilo nido, come cacchio ti viene in mente di preoccuparti del fumo passivo? E poi chi ti ha insegnato la parola passivo? Quei quattro froci dei teletubbies?!
Ed ecco che arriva pronta la risposta fascista. “Tutti devono smettere di fumare!”. Cooooosa?!? DEVONO?? Ma siamo impazziti? Voi vi siete fumati i neuroni.. Io, individuo adulto, nel pieno delle mie facoltà mentali, in grado di intendere e volere e con ancora la libertà di scelta e di pensiero, consapevole delle controindicazioni SCELGO di fumare. Tu, comico strafinito da tempo, bambina stronzetta e aliena e Stato finto-democratico fatevi un tressette co’ li mortacci vostri e non ditemi cosa devo o non devo fare di me stesso! Ok il rispetto della salute degli altri, ci sta.. Ma esigo anche rispetto per le mie scelte, giuste o sbagliate che siano fintanto che non danneggiano gli altri!
Quindi fottetevi, io mi accendo una sigaretta per ogni pubblicità che mandate!
W il fumo e i fumatori con le dita gialle!
E fanculo agli altri.. TAC!
Macladin, compresse a decesso modificato
Vediamo un pò. Oggi me la prendo con il foglietto illustrativo del mio antibiotico. Medicinale che sto prendendo per via di alcune ghiandole ingrossate dalla mononucleosi. Che già non sto tranquillo, visto che il mio saggio dottore nonappena mi ha visto mi ha domandato: “Come mai sei vivo?”.. Se poi a questo trauma aggiungiamo anche le controindicazioni dell’antibiotico sto fresco..
Vado ora a riportare un piccolo estratto di questo dannato foglietto..
“…in pazienti adulti sono stati riportati ALCUNI disturbi… Nausea, dolore addominale, vomito, diarrea, disfunzioni epatiche, epatite colistatica (con o senza ittero), orticaria, necrolisi epidermica tossica, perdita dell’udito, superinfezioni da batteri, alterazioni del senso dell’olfatto associato alla perdita del gusto, discolorazione dei denti, sono stati riportati anche effetti a carico del sistema nervoso quali vertigini, perdita dell’orientamento, spersonalizzazione, ansia, insonnia, confusione, allucinazioni e psicosi, insufficienza epatica con esito fatale, decesso.
Questi effetti sono in genere transitori…”
Che culo.
Cillit Bang, un’arma batteriologica
Ma io mi domando e dico: “Ci prendono per il culo o ci prendono per cretini?”…
Io voglio conoscere gli ideatori delle pubblicità dei prodotti di pulizia della casa.. Sono mostruosi! Io giuro che quasi ho paura a guardare quegli spot.. Ma in che casa vivono quelle persone!? Soprattutto che individui sono?? Ma nemmeno nei campi profughi abusivi tengono tutto quello sporco sul tinello.. Siete una famiglia disadattata del Burkina Fasu!
Cominciamo dal Viakal.. Innanzitutto rendiamoci conto che parliamo di un ragazzo di quasi 30 anni, single e ancora vergine che convive con due lesbiche onorarie, due camioniste che non gliela danno manco a pagargliela.. Io non mi stupisco che sti tre nuotino nell’oblio del calcare! Il lavandino è fossilizzato. Il wc è una scultura postmoderna di granito. Se ti fai la doccia, dal tubo escono rocce e detriti incandescenti. L’unico modo per fargli pulire la casa a quel deficente multiplo è l’avvento della maestra di Pierino ultrasessantenne.. Che, per carità, un buco vale l’altro (dicono gli uomini), ma a tutto c’è un limite!! E mentre lei si spoglia piano piano, lui pensa a pulire le piastrelle, scolpire il calcare in cerca del lavandino.. E in tutto questo, mentre lui ormai non si ricorda più cos’è un donna, le altre due si risvegliano e organizzano uno “Sgrilletto Party” nell’androne delle scale..
Poi c’è Anitra WC che si nutre di quintalate di sterco equino annidato sotto il bordo della tazza, il WCnet in tutte le sue forme che ci dimostrano come il cesso possa diventare rifugio politico di migliaia di loschi batteri estintisi nel Pleistocene.. Ma quello che più odio è il Cillit Bang. Prima di tutto odio fortemente quella specie di uomo che si diletta nelle dimostrazioni di cose ovvie: sorride troppo! Anzi, non sorride, ha un ictus.. E ha troppi denti.. Ha quattro arcate dentali! Come puoi fidarti di uno così?
Ma la cosa più inquietante è la casa di questa donna.. I fornelli sono sepolti da una tonnellata di grasso incrostatosi dieci anni fa. Sui muri ci sono forme di vita aliene che salutano la mamma guardando la telecamera. Sul pavimento sgorgano liquami infettivi con un colore che non è mai stato neanche nominato. Il WC è una cloaca massima. MA MINCHIA!! Mi spiegate chi può avere una casa così?! Chi avrebbe il coraggio di viverci?? L’uomo fogna? Un coprofago? Gianni Morandi?
Ed eccolo lì.. Il Cillit.. L’arma batteriologica che salverà l’umanità.. LUI che non teme lo sporco, LUI che affronta senza paura i nemici del pulito, LUI che ripulisce con fierezza anche le monetine si prepara alla battaglia finale.. La donna lo prende in mano, lo agita con decisione e lui spruzza la sua schiuma bianca ovunque.. Lei con una spugnetta balla il Lago dei Cigni e scopriamo che sotto la melma c’è una casa! Più che altro scopriamo che dopo l’uso di Cillit si è aperto un nuovo buco nell’ozono e che da qualche parte nel mondo una specie animale si è estinta. Ma la donna moderna grida: “Oh, grazie Cillit Bang!”…
Ma crepa, brutta lurida!
Lettera alla mia mamma
Cara Mamma, ti scrivo perchè anche questo Natale non siamo stati insieme. Sono ormai passati 6 anni da quando non vivo più con te e lo so quanto sei triste in questo periodo. Vorrei poterti dire che mi dispiace, ma sappiamo entrambi che non posso e non voglio venire da te… Purtroppo…
Ho deciso di scriverti perchè ci sono tantissime cose che vorrei dirti e che non ho mai avuto il coraggio di farti sapere. Di troppe cose sono sempre stato irriconoscente… mi rendo conto solo ora che ho quasi 27 anni di quanto sono stato cattivo nei tuoi confronti con la scusa che ero adolescente. E da parte tua invece ho sempre e solo ricevuto l’amore incondizionato di mamma… Ma vorrei che tu sapessi quanto grande è il bene che ti voglio, quante volte avrei voluto dirtelo e quante volte non ho avuto il coraggio di farlo… E’ così stupido… lo dico sempre ad un sacco di persone, ma dirlo a te è così difficile… sembra quasi un’ammissione di sconfitta dopo tutta la guerra che ti ho fatto per delle sciocchezze che allora mi sembravano di vitale importanza… Ma ora non riesco più a non dirtelo, fa troppo male… Ti voglio bene… Te ne voglio perchè tu me ne hai sempre voluto, anche quando scappavo di casa la notte per uscire coi miei amici… Ti voglio bene perchè quando ti ho detto chi sono realmente tu non hai battuto ciglio e da allora hai sempre cercato di accettarmi e appoggiarmi pur non approvando mai le mie scelte… Ti voglio bene per tutte le volte che da piccolo mi facevi mangiare i dolci di nascosto e alle mie sorelle non gliene davi… Ti voglio bene perchè mi ricordo di tutti i problemi economici che hai dovuto affrontare DA SOLA… io ero troppo piccolo per aiutarti e regalarti i miei soldini era l’unico modo per farti capire che ti stavo vicino… Forse non lo sai, ma ho sempre capito e come ogni bambino mi limitavo il più possibile a sognare i giocattoli senza chiederti di comprarmeli… e tu non mi hai mai fatto mancare un qualcosa di bello a Natale o per il compleanno… Mi ricordo quando piangevi senza farti vedere e non so cosa avrei dato per poterti venire vicino e stringerti forte forte… ma ancora una volta, provavo quella strana paura che non so spiegare e combattere… Mi ricordo quando lavoravi e mi tenevi con te al negozio e mi facevi giocare con i giochi che poi dovevi vendere… e che troppe volte finivano nella mia cameretta! E ti voglio bene per avermi regalato il mio orsacchiotto azzurro che tengo sempre con me… Ti voglio bene anche per tutte le volte che hai fatto finta di niente e mi hai lasciato fare e ti voglio bene per le volte che hai cercato di proteggermi anche se questo significava litigare con me e sentirsi dire cose orribili… Come vorrei tornare indietro e proteggere te invece…
Sai mamma, io ti ammiro tantissimo… Invidio da sempre la grande forza che hai: vorrei aver preso da te in questo… Hai tirato su 4 figli tutta da sola, lavorando, soffrendo, stringendo i denti e umiliandoti in tutti i modi… e non hai mai ceduto nemmeno per un secondo… Da quanto non ti fermi, mamma? Da quanto non ti dedichi un po’ a te stessa? E’ da quando sono a Bologna che ci penso quasi ogni giorno… quanti sacrifici ancora stai facendo per aiutare me a realizzare i miei sogni? Io lo so che stai male, che resti senza soldi a fine mese… mi ricordo quando 3 anni fa avevi ricominciato a lavorare in nero pur di pagarmi gli studi… quello che tu non sai è che volevo tornare a casa in modo da impedirtelo… Ma eri così fiera di vedermi qui che non ce l’ho fatta… Ti ho vista così gratificata vedendomi finire gli studi che l’unica cosa che potevo fare per cercare di renderti felice era quella di continuare… anche se questo voleva dire stare in pena per te… visto come si invertono i ruoli e come si capiscono le cose? Io in pena per te come tu lo sei ogni secondo per me… Sai, la gioia più grande che ho provato in questi anni è stato il tuo sguardo quando mi hai visto per la prima volta in teatro: non hai capito niente perchè era tutto in inglese, ma mi guardavi come se fossi stato il più grande attore del mondo. Credimi, non c’è niente di più gratificante nella vita di vedere la tua mamma fiera di te… Non mi hai mai fatto un vero e proprio complimento (solo una volta in realtà), quando finivo gli spettacoli elogiavi sempre gli altri e io ci rimanevo così male!… Ma lo sapevo che eri contenta di me, lo sapevo che in realtà tenevi lo sguardo fisso su di me anche quando ero in fondo al buio in mezzo alla folla… Ho anche conservato il mazzo di fiori che mi hai regalato… Ce l’ho in mostra nella mia stanzetta insieme al tuo bigliettino… una volta mi hai anche detto di buttarlo perchè è brutto… tu hai mai buttato un mio disegno di quando ero piccolo? So che sono tutti ancora nel tuo armadio di fianco ai gioielli…
A volte mi chiedo se riuscirò mai a vivere una vita così intensa come la tua… La mia sarà anche piena di esperienze e di opportunità che tu non hai avuto, ma mi sembra sempre così vuota, inutile… Tu mi hai dato tutto, l’istruzione, la salute, una famiglia e tutte le cose futili che si possono desiderare… Tu non hai avuto niente… non hai avuto una famiglia, hai potuto fare solo le elementari, hai subito tutte le malattie immaginabili continuando a crescerci e a lavorare, ti sei privata di tutto quello che poteva renderti felice, anche dei tuoi sogni… e questo non è giusto… Io lo capisco che una mamma farebbe qualsiasi cosa per i figli, ma sto male quando mi chiedo cosa sarebbe disposto a fare un figlio per la sua mamma… io vorrei poterti dare tutto quello che non hai mai potuto avere… un viaggio, una casa tutta tua, tantissimi soldi per non doverti mai più preoccupare di niente e tantissimi altri per restituirti tutti quelli che tu hai dato a me… vogliamo parlare del regalo di Natale che mi hai fatto quest’anno? Hai voluto darmi un telefono costosissimo anche se ti avevo detto di no… ma tu l’hai fatto perchè sapevi che mi sarebbe piaciuto… e io non so nemmeno come ringraziarti perchè ho ancora paura di farti vedere che ho dei sentimenti…
Quante cose vorrei dirti, mamma… Io adoro il modo in cui riesci ad arrangiarti in cucina, mi fa ridere quando ti arrabbi e il naso ti si arriccia tutto, mi intenerisce il modo sgrammaticato in cui scrivi i sms litigando coi tasti e col telefono, detesto quando dici le bugie sceme, ti prenderei a testate quando mi dai consigli sbagliati sul mio lavoro e ti intestardisci se ti contraddico, ma guai a te se smetti, odio con tutto il mio cuore che devi continuare a vivere lì, vorrei che non dovessi ancora crescere bambini perchè sei stanca, mi piacerebbe tanto che non fossi triste per me e che potessimo vederci più spesso, amo il rapporto e il dialogo che siamo riusciti a costruire in questi anni e ti ringrazio perchè hai capito che il mio ragazzo non è cattivo…
Vorrei tanto poter tornare bambino per poter stare ancora un po’ con te senza preoccuparmi del domani…
Vorrei che la vita fosse stata più gentile con te…
Vorrei poterti dire che sono fiero della mia mamma perchè sei la mamma più bella e più migliore del mondo…
Vorrei avere il coraggio di mandarti questa lettera che non vedrai mai.
Ti voglio bene mammina mia…
Pensierini di Natale
Eccoci di nuovo qui, alle porte del Natale… e sono già spalancate da ben 3 settimane!… Non c’è più neanche la voglia di aspettarlo sto cavolo di Natale perchè ormai è come se l’avessimo già festeggiato il 28 Novembre… E i festoni per le strade ad Agosto, e le luci colorate a Settembre, e le pubblicità dei balocchi a Febbraio… ma basta!!… che poi la cosa che più mi inquieta sono proprio le pubblicità/lavaggio del cervello che ti fanno credere che il Natale non è Natale se non cominci già a procurarti il Babbo Natale che si aggrappa al balcone o che i tuoi figli non saranno mai contenti senza l’innovativo giocattolo che ti misura l’età… che mi sono sempre chiesto a che mi serve un aggeggio che costa una tredicesima con l’incredibile capacità di dirmi quanti anni ho… ma basta leggere la carta d’identità, no!? Oppure… effettivamente è da tanti anni che non gioco più con le bambole (ebbene si, ci giocavo…), ma che io ricordi le bambole non erano provviste di organi riproduttori e soprattutto non espletavano le funzioni biologiche!! Adesso in tv non ho fatto altro che vedere le peggiori bambole mai viste sulla faccia della terra: quelle che cagano. Ragazzi, sono inquietanti! Tu prendi questa bambola: è carina, tutta rosa e delicata… le fai la minestrina e come per magia la mangia e ti parla! Ti dice che è buonissima, che è felice… poi dopo 10 minuti la dolce bambolina rosa ti chiama e ti avverte che deve fare uno stronzo di 8 chili. Così la posizioni sul vasino e sta bambola ti comincia a cagare l’impossibile… CANTANDO!! “La la la, io faccio la cacca… la la la SPROT… pippipì, la cago nel vasin!…”
MA TI PARE!!??
E se la bambola è un maschietto le cose non vanno mica meglio! Il famosissimo Cicciobello adesso è dotato di micropene infantile… un pezzetto di silicone uguale in tutto e per tutto a quello di un bimbo… che poi lo guardi e dici “Ma è così piccolo!”… Si tesoro, ma poi cresce… mai quanto dicono loro, però… Ma il punto non è questo… il fatto è che questo cosetto ti piscia addosso a tradimento!… se non gli ficchi il pannolino nel tempo prestabilito lui prende sto lombrichetto e SPRUZZ!… ti piscia in faccia! E te la fanno sembrare la cosa più divertente del mondo!!!…
Ma io non lo so… poi certo che i bambini vengono su male… ci credo che a 10 anni cominciano col Pissing e le catene sadomaso… con sti giocattoli!…
“Dai Cicciobastardo, pisciami in bocca… Vieni Sborrolina Bollicina, cagami in faccia che mi faccio la maschera di bellezza!”
Nono, ragazzi miei… io sono sconcertato… Ma dove andremo a finire a sto punto? A quando la bambola che sputa? A quando il bambolotto che si fa le pippe? Poi ci stupiamo se i bambini fanno sesso a 9 anni e a 15 sfornano figli come Angelina e Brad… Ma non si può tornare ai bei giochi di società dove ci si divertiva tantissimo con niente? Non si può insegnare di nuovo ai bambini ad usare la fantasia come facevamo noi degli anni 80?? Quelli si che erano i bei tempi…
Ma il problema vero è questo: cosa cavolo regalo ai miei nipotini quest’anno?? La bambola con la dissenteria o il bambolotto con l’infezione urinaria?…